venerdì 8 aprile 2016

LA GIORNATA DI UNO SCRUTATORE

Il referendum sulle trivellazioni del 17 aprile a None non ha smosso gran che l'arcipelago degli ambientalisti attivi, quelli che il Presidente del Consiglio chiama “comitatini”. In compenso è affiorato il fermento di una schiera numerosa di ragazze e ragazzi alla ricerca della possibile nomina a scrutatore nei seggi.
Si tratta di poco più di cento euro che fanno comodo alla famiglia di tanti studenti, diplomati, laureandi, neolaureati, lavoratori precari o disoccupati.  
Nel giro di pochi anni qualche decina di persone giovani e istruite si sono mosse tutte contemporaneamente per chiedere la stessa cosa, ma ciascuno per sè. Però non è chiaro quali criteri adotti la Commissione elettorale (composta dal Sindaco, da Luca Ferrua e da Gaetano Cetrangolo per la maggioranza e da Federico Ciaffi per la minoranza di “Progetto comune”) per stabilire chi verrà nominato e chi no: il reddito? il possesso di un lavoro? il carico famigliare? il modello Isee?
Siccome la Commissione non ha a disposizione una documentazione così complessa, normale che si  proceda nel tentativo volenteroso di sbagliare il meno possibile. Per esempio, pescando in un elenco che garantisca l'avvicendamento e non l'elargizione di un piccolo privilegio sempre agli stessi soggetti. Per esempio, intervenendo a favore di qualche caso particolarmente grave. Per esempio, rispondendo a qualche telefonata che ricorda, nel bel mezzo della seduta, di tenere conto di una segnalazione inviata a suo tempo.
Normale poi che, ad adunanza terminata, i designati siano incontrati per strada o raggiunti da una telefonata del consigliere che comunica la felice notizia, nella speranza di essere almeno ringraziato per aver contribuito con il suo interessamento a includere il nome giusto tra i fortunati.
Di questi tempi risulta anche normale ed accettabile che queste decine di persone giovani e istruite non abbiano espresso collettivamente alcuna rappresentanza in grado di presentare la semplice richiesta di istituire criteri di scelta oggettivi e democraticamente controllabili.
Invece, queste decine di persone giovani e istruite hanno preferito esporre in forma individuale il loro problema di lavoro e di reddito, contando sulla conoscenza giusta. Il rappresentante di “Progetto comune” ha fatto bene a votare contro la vecchia prassi e a chiedere criteri socialmente più equi e meno legati alla discrezionalità del Sindaco e degli altri membri della Commissione elettorale. 
Questo è solo uno dei tanti episodi che ci danno la misura del degrado democratico che stiamo vivendo a causa della mancata partecipazione politica.


Dall'angolo di via Roma 11,  Mario Dellacqua
COMUNICATO N. 75, 9 aprile 2016

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