mercoledì 28 marzo 2012

Abbattuto il tabù dell'art. 18, a quando l'abolizione dello stipendio obbligatorio? (American Dream)

Dove c'è lavoro per uno, accorrono in cento
Se quell'uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque.
Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti.
No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici.
Io ho bambini, ho bambini che han fame! Io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po' di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po' di carne per fare il brodo ai miei bambini, io non chiedo altro.
E questo, per taluno, è un bene, perché fa calare le paghe rimanendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati.
Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù.
(John Steinbeck, Furore, 1939)
da micromega.it

CUBA, IL PAPA E QUALCOSA QUI


In viaggio verso Cuba, Benedetto XVI ha detto che “l'ideologia marxista come era concepita non corrisponde più alla realtà e così non può costituire una società: devono trovarsi nuovi modelli con pazienza e in modo costruttivo”. Quanto ai nuovi modelli, alla pazienza e alla costruttività delle strategie, sono d'accordo con il Papa. Però obietto che fin dagli anni lontani della Prima Internazionale, il marxismo non è mai stato un corpo dottrinario dato, ma una continua ebollizione in ogni angolo del pianeta di revisionismi in conflitto tra anarchici, riformisti, sindacalisti rivoluzionari, leninisti, sempre più grottescamente a gara nel disputarsi il ruolo di unici depositari dell'ortodossia. Meglio sarebbe, dunque, parlare di marxismi, anche laddove si volesse demolirli tutti in un colpo solo. Certo, non basta dileggiare la gerontocrazia di Cuba, come fa Giorgio Ferrari su “Avvenire” del 24 marzo. Curioso poi che lo faccia un supporter di Ratzinger con i suoi 85 anni suonati: in ogni caso, dovremmo aver imparato che il discrimine fondamentale non è tra i vecchi da archiviare e “largo ai giovani” (e in effetti il maestro di Predappio li mandò al largo e avanti verso la steppa con biglietto di ritorno riservato a pochi).
E poi chiedo: se il marxismo è oggi superato, in quale momento appariva convincente la sua corrispondenza con la realtà oggi smarrita e anzi definitivamente perduta? Ferrari denuncia che a Cuba oggi sono giganteschi i problemi della sua economia corrotta, della sua democrazia inesistente. A Cuba “si vive peggio di un tempo” e “gli ospedali non sono più un'eccellenza”: vorrei sapere perché la condanna della Chiesa era altrettanto ferma quando si viveva meglio e gli ospedali erano un modello anche per i ministri europei. Il confronto con la sanità negli altri paesi dell'America Latina era improponibile, benché in quei paesi le dittature assicurassero ampia libertà religiosa ai cattolici e a gran parte delle loro gerontocratiche gerarchie.
Non bisogna vedere le luci solo quando si sono spente. E quanto alle ombre, dovremmo fare una capatina in Bolivia dove i ragazzi lavorano in miniera per un euro al giorno all'estrazione di oro, argento e stagno (vedi “La Stampa” del 26 marzo). Lì potrebbe andare Piero Ottone a misurare le magnifiche sorti e progressive delle leggi “naturali” della domanda e dell'offerta, lui che come Angelino Alfano ci vuole liberare dal freno della Fiom che ricatta il Parlamento attraverso la Cgil e il Pd.
Sentivamo il bisogno di menti libere che ci emancipassero dai principi artificiali di una Repubblica fondata sul lavoro, su un posto sicuro e una paga equa, anzi addirittura sulla casa per la famiglia, la scuola per i figli, la salute e la pensione per la vecchiaia. Che cosa sono queste frivolezze novecentesche? Avanti coi carri.
Mario Dellacqua

La Biovis di Bra lancia una petizione online pro biogas. L'Ad Lorenzo Cerrino spiega le ragioni dell'iniziativa.


L’azienda Biovis SrL di Bra non molla l’osso e continua la “battaglia”. Sul portale internet http://www.petizionionline.it/petizione/biogas-biovis-energia-rinnovabile/6518, è stata lanciata, il 10 marzo scorso, una raccolta firme (l’obiettivo è 5.000, ma al momento sono solo una trentina gli aderenti) a difesa e promozione dell’impianto a biogas che dovrebbe sorgere sul confine dei Comuni di Bra e Cherasco, in zona Gerbido-La Bassa. 
L’amministratore delegato della Biovis, Lorenzo Cerrino, spiega il perchè della petizione on-line: “Per chi è a favore dell’impianto a biogas della Biovis di Bra, al fine di sostenere le energie rinnovabili, ridurre la dipendenza dal petrolio e le emissioni in atmosfera. Abbiamo un progetto che permette di utilizzare il 70% di letame e pochissimi prodotti agricoli con una quota bassissima di mais. Il sito scelto per la realizzazione dell’impianto è un’ex cava chiusa, al fine di non distruggere, per sempre, del terreno agricolo nobile.Cederemo il calore in eccesso a delle vicine serre riscaldate per la coltivazione di pomodori, in modo da ridurre le emissioni della caldaia per il riscaldamento delle serre e valorizzare tutte le potenzialità dell’impianto, senza sprechi. Il bilancio ambientale è positivo in tutte le voci di emissioni, questo significa che contribuisce ad una concreta riduzione dell’inquinamento”.
Su segnalazione di Carla Benotti.

I MINATORI DELLA VAL GERMANASCA


E' il risultato dell'impegno di ricerca di un appassionato di storia locale, sempre pronto come un avvoltoio affettuoso a esaltare i colori della montagna, la bellezza delle baite e delle mucche, il profumo del fieno e del letame? No, questo video prodotto a Pinerolo da Cgil, Cisl e Alp Cub in  tempi di quotidiana rottamazione dell'unità d'azione sindacale ci sorprende e ci prende per tante ragioni.
Illumina la dignità per tanti versi dimenticata della parte più viva, combattiva e unitaria della classe lavoratrice pinerolese, così ricca di personalità e di collettivi esemplari per intelligenza, dirittura morale e tenacia organizzativa. Ma, soprattutto, porta in primo piano i minatori della pietra dolce, le loro lotte, i loro polmoni, la loro professionalità, le loro pensioni, i loro morti, le loro cene. La spontaneità della loro umanità solidale tracima dalla sperimentazione quotidiana della capacità di litigare tra compagni di lavoro imparando a tenere sempre aperta una porta per la ricomposizione della rottura. I loro leader, di cui il video riporta le suggestive testimonianze, sono un monumento di saggezza sposata alla radicalità e all'ironia. E chi ha conosciuto Aldo Peyran, per fare un esempio fra tutti, sa che cosa vorrei dire e non so dire come vorrei.
Il video muove dai minatori della Val Germanasca, ma parla dei minatori sardi o inglesi come se fossero tutti fratelli vicini e lontani perchè si sentono tutti parte dello stesso mondo. I minatori si sentono accomunati dallo stesso destino anche quando le ristrutturazioni li colpiscono a ondate in numero di occupati e in potere contrattuale. Anche quando la loro combattività si indebolisce e rifluisce in lotte sporadiche di rabbia generosa ma inesorabilmente segnata dall'isolamento. Dalla loro solidarietà partirono segnali potentissimi e contagiosi: nel 1984 Paolo Ferrero e Enrica Rochon portarono a sostegno delle comunità dei minatori inglesi di Arthur Schargill in lotta un milione di lire raccolte con un banchetto piazzato sotto i portici di corso Torino.
Mario Dellacqua

Cgil, Cisl, AlpCub, Il talco, i minatori, le multinazionali, Video, edizione aggiornata 2012.

Trino: biomasse addio


TRINO - La Conferenza dei servizi dice "no" alla Centrale a biomasse - Sacrificati per nulla due Assessori, la Presidente del Consiglio Comunale e forse lo stesso Sindaco - Si attendono ora le decisioni di Marco Felisati.

E’ costata il posto a due Assessori (Mario Burrone e Massimo Negri) alla Presidente del Consiglio Comunale (Nicoletta Mussino) e probabilmente allo stesso Sindaco (Marco Felisati) per nulla.
La Centrale a biomasse che si sarebbe dovuta costruire a Trino (guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=29872 ) non si farà.
Aveva detto “no” il Consiglio Comunale di Trino, il 18 gennaio scorso.

Ha detto “no”, un’ora fa, la Conferenza dei Servizi (l’Organo rappresentativo di varie Autorità, con riferimento particolare, in questo caso all’Asl, alla Provincia, oltre ad altre territoriali e tecniche) convocata proprio per prendere in esame la fattibilità del progetto.

23/03/2012 - Trinese - Enti Locali 
Su segnalazione di Carla Benotti


Biogas a Carmagnola: no problem?

CARMAGNOLA - “Stiamo preparando un dossier”. Non si sbilancia o forse non vuole scoprire le carte il vicesindaco nonché assessore all’Urbanistica Giuseppe Bertero, alla vigilia del nuovo incontro per decidere se l’impianto a biogas della società Carmagnola Biogas (partecipata della Ergica) debba passare dalla carta ai fatti oppure no. La nuova conferenza di servizi, che la sentenza del Tar Piemonte ha obbligato a riconvocare annullando la  precedente autorizzazione della Provincia di Torino, si terrà venerdì 6 aprile. E il Comune si sta preparando, affilando le armi e soprattutto gli argomenti, perché è rimasto della propria idea: cioè che l’impianto a San Bernardo non s’ha da fare. In suo aiuto potrebbe venire anche un recente provvedimento della Regione Piemonte, che ha incluso Carmagnola tra i Comuni “a elevato rischio zootecnico”, vietando di fatto l’installazione nel territorio comunale di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da biomasse con potenze superiori ai 250 kW. Un provvedimento che va però calato nella situazione specifica del progetto che intende realizzare Carmagnola Biogas, dove la parte predominante di energia viene tratta dalla fermentazione delle masse vegetali. “Non è detto che sia questo l’argomento definitivo - taglia corto Bertero - ma noi citeremo comunque ovviamente l’atto della Regione, oltre a ribadire le nostre ragioni e le problematiche che conseguirebbero alla realizzazione di un simile impianto”. Di più, il vicesindaco non dice. Da parte sua, la Ergica Biogas aveva già ribadito all’indomani della sentenza l’intenzione di voler rispettare la legge e l’ambiente circostante, centro urbano compreso, del resto non proprio vicino all’impianto. Ma che comunque avrebbe rispettato in pieno il risultato del tavolo istituzionale di confronto, al limite abbandonando il progetto carmagnolese. Questo, in attesa della conferenza di servizi, che si prospetta come un’occasione - probabilmente l’ultima - per ribadire da ogni parte la bontà delle proprie ragioni, e come punto di svolta finale della vicenda.
Luca Mazzardis. Carmagnola cronache. 21/03/2012.

domenica 25 marzo 2012


COMUNICATO
Chiarito che lautorizzazione della centrale a biomassa che sorgerà in via Aldo Moro è tuttora valida e non è mai stata revocata. Il TAR deve ancora pronunciarsi sul ricorso del Comune e del Comitato.

Considerato che è in autorizzazione una seconda centrale a biogas nell'area di via Castagnole.

Valutato che entrambi sono previste a brevissima distanza dal centro abitato.

Chiediamo allAmministrazione che, come in altri Comuni e prima di perseguire altri interessi, tuteli la salute e la qualità della vita dei propri cittadini deliberando che detti insediamenti debbano rispettare una distanza minima di 2.000 metri dal primo agglomerato urbano.   
Comitato "Energia, Ambiente e Territorio" None

25 marzo 2012

venerdì 23 marzo 2012

Centrale biogas di Cherasco: 200 persone ad ascoltare gli esperti alla serata promossa da Legambiente

Tre le questioni affrontate: questo impianto ha senso? - È opportuno? - Rispetta le leggi?
"In tanti anni non ho mai visto un'adesione di cheraschesi così numerosa!". Con queste parole Giancarlo Scarzello del Comitato No Biogas:Biovis ha commentato la grande partecipazione di cittadini di Cherasco e Bra all'incontro di ieri sera a Roreto promosso da Legambiente per approfondire la conoscenza su biogas e biomasse, ovviamente in relazione alla possibile realizzazione di un impianto di questo tipo proprio a cavallo fra i due comuni.
Una partecipazione davvero consistente: circa duecento persone hanno infatti ascoltato gli autorevoli relatori che si sono alternati durante la serata moderata da Nadia Virtuoso, Presidente del Circolo Legambiente del Braidese. Interventi volti ad offrire un'informazione completa e il più possibile oggettiva, ferma restando la posizione decisamente netta dei numerosi relatori contro la realizzazione dell'impianto proposto dalla Biovis.
Tre le questioni affrontate: questo impianto ha senso? È opportuno? Rispetta le leggi?
Per Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia la risposta è solo una: "Non solo non avremo benefici, ma sarà un danno per tutti", ha spiegato nel suo acceso intervento. Affermazioni supportate anche dalle esperienze e dalle ricerche proposte da Gianpiero Godio, Responsabile Energia Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, Primo Penone, Coordinamento dei Quartieri e delle Frazioni di Bra, Marisa Peano, Perito del Comitato Privati e Aziende zona La Bassa e Gianni Fissore, Comitato di Quartiere Gerbido la Bassa, tutti uniti nel sostenere la stessa pozione.
"È nostra abitudine valutare ogni proposta e approfondire tutte le tematiche affinché i cittadini possano formarsi un'opinione individuale e libera - ha spiegato Nadia Virtuoso, Legambiente - e per quanto riguarda l'impianto Biovis a nostro avviso ci sono aspetti negativi sia di tipo ambientale sia di ricaduta sociale sul territorio. Primo fra tutti la localizzazione dell'impianto, troppo lontana dalle fonti di approvvigionamento. In secondo luogo Bra e Cherasco sono comuni ufficialmente riconosciuti in zona piano d'aria con oggettive problematiche di qualità dell'aria. L'ultimo aspetto - e forse il più importante- è di tipo etico: il biogas che sarà prodotto dall'impianto, deriva per i due terzi da cereali (silo mais e sorgo zuccherino) che invece dovrebbero nutrire gli uomini e gli animali. A nostro avviso bisognerebbe ripensare completamente la proposta di questo impianto".
All'incontro sono stati invitati anche i responsabili della Biovis che però non erano presenti. E per quanto riguarda la posizione politica delle amministrazioni di Cherasco e Bra il messaggio è chiaro da parte di entrambe: no all'impianto, come hanno sottolineato il sindaco di Cherasco Claudio Bogetti e l'assessore alle Politiche Energetiche del comune di Bra Alberto Rizzo, pur manifestando i limiti degli amministratori su faccende come queste.
Eppure mai come oggi si era assistito ad un movimento così attivo ed unito per dire no ad un progetto: "La grande partecipazione che abbiamo registrato ieri sera a Roreto di Cherasco - conclude Nadia Virtuoso - ci conferma che i cittadini sono sempre più attenti, interessati e con la voglia di farsi un'opinione informata su quel che succede nel loro territorio. È necessario chiarire, e nel corso dell'incontro lo si è compreso perfettamente, che la produzione di energia da fonti rinnovabili (tra le quali rientra anche il biogas) è un'opportunità che dobbiamo saper cogliere e valorizzare in modo intelligente ed appropriato. Saremmo poco avveduti se ci limitassimo ad etichettare acriticamente come 'buono' tutto ciò che viene proposto con il cappello di rinnovabile; per questo siamo voluti entrare nel merito di tipologia, taglia, collocazione, alimentazione, ecc., e la valutazione dipende anche molto dallo specifico contesto territoriale. Gli impianti a biogas dovrebbero sorgere nelle immediate vicinanze degli allevamenti, avere una taglia idonea al trattamento prevalente del refluo zootecnico utilizzando in forma minoritaria scarti derivanti dalle produzioni agricole (pula di riso, sfalci, residui di lavorazione) e non sottrarre terreni e produzioni destinate all'alimentazione umana ed animale. Occorre valutare attentamente lo specifico contesto territoriale evitando di localizzarsi in contesti densamente abitati e dove la qualità dell'aria è già fortemente compromessa come quella di Cherasco e Bra".
Intanto la realizzazione dell'impianto è in esame alla Provincia di Cuneo che deciderà se accettare o meno il progetto della Biovis srl, che ha presentato istanza per la costruzione e l'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili della potenza elettrica di kW 635, per una potenza termica in ingresso di kW 1.591, alimentato a biogas derivato da biomasse di origine agricola e reflui zootecnici, da realizzare nel comune di Cherasco al confine con il Comune di Bra Quartiere Gerbido la Bassa.
E mentre la Provincia analizza la richiesta, c'è grande attesa sulla relazione del Politecnico di Torino: l'amministrazione di Bra ha infatti affidato una consulenza proprio ai docenti dell'autorevole ateneo torinese per ottenere un parere scientifico su questa operazione. Pareri che verranno ufficializzati alla prossima Conferenza dei Servizi, al momento non ancora convocata.
TargatoCN.IT - Lucia CAMPISI
giovedì 22 marzo 2012

martedì 20 marzo 2012

None why not?


INSIEME PER L'AFRICA DALL'AMREF ALLA FONDAZIONE ORSO


L'AMREF ha appena inviato alla Fondazione Orso un messaggio che riassume le principali opere compiute dall'associazione a favore delle popolazioni africane con le quali collabora. La Fondazione Orso ha recentemente versato all'AMREF la somma di 3mila euro destinate alla costruzione di un pozzo. Anche la Festainrosso a None versa una parte dei suoi proventi all'AMREF che servono all'adozione di Cosmus, il piccolo ambasciatore con cui si è stabilita un'amichevole corrispondenza.

IL BEATO LICENZIABILE


E’ proprio vero che l’applicazione dell’art. 18 scoraggia gli investimenti stranieri? I costi sono in effetti molto elevati, specialmente se la sentenza dovesse dare ragione al lavoratore, ma si tratta di poche decine di casi all’anno. Le procedure in Tribunale si rivelano molto lunghe e nella stragrande maggioranza dei casi terminano o in accordi di conciliazione patrocinati dal giudice o in rinunce. Le lungaggini lamentate da più parti non possono essere ascritte alla norma, e non si vede perché non si debbano introdurre disposizioni che facilitino un funzionamento più snello della burocrazia italiana.

E' ARRIVATO IL CAFFE' EQUOSOLIDALE


Da novembre del 2008 è attivo all'angolo di via Roma 11 un piccolo gruppo di acquisto solidale che ha finora distribuito due quintali di caffè proveniente dal Guatemala e lavorato dalla Cooperativa sociale “Pausa Caffè”. Essa opera a fianco delle comunità indigene e delle cooperative di produttori di caffè delle Terre Alte di Huehuetenango, storicamente escluse dai benefici del loro lavoro, e riesce a garantire loro prezzi equi, prefinanziamenti, contratti di acquisti duraturi. In Italia, “Pausa Caffè” permette ai detenuti della Casa Circondariale di Torino di costruire un loro percorso di reinserimento sociale e lavorativo.
Il caffè è tostato a legna, è di ottima qualità al 100% arabica. Per acquistare la confezione di un chilo, come chiediamo ad ogni famiglia aderente, la spesa è di 1,40 euro. L'incremento del prezzo rispetto al precedente quantitativo fornito è dovuto alla migliore qualità prescelta. Ne abbiamo a disposizione dieci chili. Quanto tempo ci serve per arrivare a un totale di 210 chili in totale?
Se vuoi unirti a noi, puoi trovare il caffè
ALL’ANGOLO NON OTTUSO DI VIA ROMA 11.
Non abbiamo pretese, solo quella di dare una mano nel nostro piccolo per marciare nella direzione giusta.

IL CARDINALE MARTINI E LA ZAMPILLANTE SERENITA' DEI NOMADI




Se il caso ti porta a incontrare “Le ali della libertà” che hanno fatto volare a Gerusalemme gli esercizi spirituali di Carlo Maria Martini, sono curioso di sapere come ne esci.
Io bene, se ti interessa saperlo, ma non perchè consolato, convertito o rinfrancato con l'avvenuto rammendo di affezionate convinzioni logorate dai dispetti dell'evidenza.
Anche il cardinale dice che bisogna “resistere, resistere, resistere” tra “nubi, lampi, venti e grandine” dei nostri tempi. Anche il Cardinale ha i suoi militanti da proteggere dallo scoraggiamento e da sgridare perchè si lamentano sempre di essere in pochi, di avere pochi giovani, di vedere sempre le stesse facce, di essere inefficaci. E li sgrida perchè invece dovrebbero ringraziare il Signore “per il solo fatto di vivere in un contesto così pagano”. Al mondo c'è più male o più bene?

NOMINATO IL COORDINAMENTO DEL COMITATO



Giuseppe Astore, Mirta Baldini, Domenico Bastino, Carla Benotti, Nadia Biscola, Giuliano Carletti, Mario Dellacqua, Giovanni Garabello, GianMichele Scotta, Nunzio Sorrentino e Mario Vruna si sono incontrati mercoledì 14 marzo alle ore 21 all'angolo di via Roma 11. Dove si è confermato che due impianti sono un carico di emissioni eccessivo per un ambiente già provato come il nostro.

lunedì 19 marzo 2012

le coppie omosessuali hanno la dignità e i diritti di tutte le altre persone


La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di due persone dello stesso sesso che volevano ottenere il riconoscimento italiano del loro matrimonio celebrato in Olanda. Dunque, la Suprema Corte prende atto del “no” ai matrimoni gay e al riconoscimento di unioni celebrate all’estero.
Tuttavia, nello stesso tempo, apre in modo altrettanto netto ai diritti che le coppie omosessuali devono vedere riconosciuti: il “diritto alla vita familiare” e a “vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità di un “trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.
E' venuto il tempo per la legislazione del nostro paese di riconoscere i diritti civili di tutte le coppie anche omosessuali a essere considerate una famiglia. I vescovi non sono contenti e Gianni Borgna dice ad “Avvenire” che il principio affermato dalla Cassazione è “un'opinione strana”, mentre sarebbe “naturale” e corrisponderebbe al “sentire comune” l'idea che i coniugi devono essere di sesso opposto.
La Chiesa cattolica ha il diritto al rispetto del suo magistero, ma non è depositaria ed amministratrice unica del “sentire comune”. Non può imporre i suoi principi alla società civile come obbligatori solo perchè essa li considera “non negoziabili” e pretende perciò di presentarli come irrinunciabili.

Mario Dellacqua

domenica 18 marzo 2012

FERRARA DOPO CARMAGNOLA

Impianto biogas di Piossaco - foto di Carla Benotti
La sentenza del Tar Piemonte che ha dato ragione al Comune di Carmagnola ha fatto scuola. Anche il Comune di Ferrara ha stabilito quali limiti rispettare per l'insediamento di centrali a biogas e quali distanze vanno osservate dal centro abitato e dalle case sparse. Una simile regolamentazione non è prevista dalle vigenti norme del Piano regolatore. La possibilità di introdurla non è stata neppure discussa. Forse è bene fare tesoro delle esperienze maturate in altri Comuni se si vuole perseguire l'interesse collettivo di fronte ai progetti delle imprese. Pubblichiamo l'articolo comparso sul giornale “La nuova Ferrara” il 29 febbraio scorso.

mercoledì 14 marzo 2012

La Confindustria all'attacco del biogas

Il direttore Billia all'incontro davanti a 150 persone: «Impianto che fa danni al turismo e alle aziende alimentari»
PAVONE
Contro il biogas scende in campo anche Confindustria. Oltre 150 persone gremite nella sala Santa Marta e tanta gente raccolta anche all'esterno per seguire l'incontro dei cittadini e del comitato Nobiogapavone con l'assessore provinciale all'Ambiente, Roberto Ronco. Moderatore della serata è Vieri Ranfagni, presidente del comitato che, in apertura, sintetizza: «E' un problema di regole e di princìpi. Perché non ci sono normative, circolari, disposizioni e nulla osta che tengano, quando tutte vadano a violare i principi fondamentali del vivere civile. La regola principale deve essere quella di privilegiare la qualità della vita e non si può accettare che qualcuno la disattenda. Noi, almeno, non ci stiamo».
«Quale rappresentante di Confindustria Canavese - sottolinea il direttore, Paolo Billia- sono preccupato per due motivi. Perché tale impianto confligge con l'impegno a fare del Canavese anche un territorio di turismo e con la presenza, a poche centinaia di metri, di aziende industriali e artigiane del settore alimentare che sarebbero costrette, per ragioni di inquinamento, a trasferirsi, creando disoccupazione in luogo di occupazione».
Leggi di più sulla Sentinella in edicola lunedì 5 marzo:
http://lasentinella.gelocal.it/cronaca/2012/03/05/news/la-confindustria-all-attacco-del-biogas-1.3251313
05 marzo 2012

lunedì 12 marzo 2012

Cresce l'opposizione alle biomasse

Il proliferare di nuovi impianti a biomasse preoccupa agricoltori e contadini. L'agricoltura rischia di uscirne distrutta e l'inquinamento si fa più pericoloso. Troppe polveri sottili. Un forte movimento di contadini e comitati locali si oppone alla. costruzione di nuovi impianti a biomasse.  Se il Piemonte, le Marche, la Puglia cominciano a porsi qualche dubbio, altre regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sembrano intenzionate a percorrere questa strada ad oltranza.
La società civile però non sta a guardare. Si terrà alla metà di marzo in provincia di Bergamo il primo incontro di coordinamento lombardo contro la proliferazione selvaggia delle centrali a biogas e a combustione di biomasse. Cavernago è un po' il simbolo lombardo dell'opposizione alle "piccole" centrali a biomasse e biogas (come Bondeno lo è per l'Emilia). Qui la centrale è ultimata e pronta a partire ma il Comitato è sinora riuscito a bloccarla.
Le battaglie proseguono in altre regioni della Penisola. In Emilia il sindaco di San Martino in Rio (RE), un piccolo comune del reggiano, a pochi chilometri da Carpi, ha scritto all'assessore regionale per chiedere se il biogas non faccia male alla produzione di Parmigiano. Secondo l'opinione che si sta diffondendo Il biogas è una grandiosa truffa sostenuta solo da incentivi fuori di logica.
Intanto anche la Coldiretti ha manifestato apertamente il suo dissenso da una politica agroenergetica che danneggia profondamente i veri agricoltori.
Rispetto ad altri movimenti per l'ambiente e la salute quello contro le centrali ha due caratteristiche nuove che lo fanno innovativo e forte: la capacità di saldare i problemi dell'uso della terra, della produzione e del consumo del cibo con la tutela ambientale e della salute, la trasversalità politica.  L'opposizione alle centrali unisce una vasta coalizione che comprende innanzitutto chi viene minacciato nella propria serenità, sicurezza, nella propria proprietà (i valori immobiliari in prossimità delle centrali crollano perché il "mercato" tante volte invocato alle balle non crede, non crede all'assenza di puzza e di disagi), ma comprende anche gli agricoltori, specie quelli che producono qualità e che si vedono caricare di costi supplementari mentre l'immagine del loro territorio e dei loro prodotti viene compromessa.
Per molti cittadini preoccupati le centrali significano nuovi camini un una Pianura Padana già satura di polveri sottili e nanoparticelle. I digestati che si vorrebbero far passare per "ammendanti" possono contenere spore di batteri patoge. L'agricoltura industriale ha trasformato la bassa in una landa desolata a monocoltura di mais o foraggio. Qua una buona parte degli agricoltori non ha implicazioni nel business e dalla proliferazione delle agroenergie ricavano solo svantaggi.
In molte zone di Italia le associazioni ambientaliste, tra cui anche Legambiente, si sono schierate contro la costruzione di nuovi impianti, chiedendo che le energie rinnovabili si integrino in modo ecocompatibile con il territorio.
Alla combustione delle biomasse sono associate non irrilevanti emissioni di inquinanti, soprattutto polveri e ossidi di azoto,  mentre le polveri, sono in quantità enormemente superiore a quelle degli autoveicoli.
23/02/2012
http://www.aamterranuova.it/article6771.htm

domenica 11 marzo 2012

IL ROSPO E L'ASSESSORE


Politica come servizio: l'espressione mi è estranea. L'ho sempre considerata una finzione ipocrita, inventata per nascondere una verità ingloriosa di cui bisogna saper tenere conto: prima o poi scatta in tutti – ed è normale – un desiderio di gratificazione, di riconoscimento, di promozione. A quel punto è molto elevato, però, il rischio che la politica come serviziodi cui si parla in parrocchia, diventi la politica che serve a te, al tuo piccolo progetto di ascensione, di cui si parla nei corridoi via un'elezione l'altra: prima in Comune, poi in Provincia, poi in Regione e via progredendo in Parlamento.
A None si stanno portando avanti con il lavoro.

VIVA LA COLDIRETTI CALABRESE


A  ROSARNO TRATTORI CONTRO LA COCA COLA
E NON CONTRO I LAVORATORI EXTRACOMUNITARI
Rosarno:centinaia di trattori contro lo sfruttamento. Sono gia’ oltre cento i trattori degli agricoltori della Coldiretti giunti a Rosarno da tutta la piana di Gioia Tauro per dire “No all’aranciata che spreme agricoltori, lavoratori e inganna i consumatori”.

Il nostro piccolo ambasciatore ci scrive

Caro amico,
ciao come stai? Spero bene e io sto bene. Benvenuto a Kavunyalalo. So che sei lontano dal Kenya. Grazie per assisterci con due classi (aule), bagni e un serbatoio per l'acqua. Impariamo in un buon posto e i nostri ambienti sono veramente buoni. La scorsa settimana abbiamo fatto un esame. I miei voti a scuola sono buoni, quando avremo altri esami, le nostre prove saranno buone. A casa nostra c'è il papà, la mamma i fratelli e il nonno. A casa nostra ci sono cinque camere ed abbiamo degli animali come mucche, capre, galline, gatti e cani.

Kaka Cosmus Kahindi

giovedì 8 marzo 2012

IL GIALLO '8 MARZO MA QUELLA DATA E' UN FALSO STORICO

Abituatevi all' idea che l' 8 marzo sia una bugia, un imbroglio innocente, un falso storico. Siete convinti che la giornata della donna ricordi il famoso incendio in cui morirono 129 operaie americane chiuse dal padrone in una filanda di New York (o di Chicago)? Niente da fare, quell' incendio non esiste, non c' è cronaca che lo registri. Avete però la certezza che a scegliere quella data sia stata Clara Zetkin nella Seconda conferenza internazionale socialista del 1910 a Copenaghen? Sbagliato anche questo. Della presunta mozione della Zetkin non c' è traccia.

mercoledì 7 marzo 2012

IL PAESE CHE NON SA DIRE “SÌ TAV”

Articolo di Antonio Polito pubblicato sul Corriere della Sera del 4 marzo 2012
pubblicato su richiesta di Elidio Dellacqua

IL NOSTRO PAESE SOFFRE DELLA PERSISTENZA DI UN RADICALISMO POLITICO CHE FA LARGO USO DI GIOVANI, MA NON È PROPRIO GIOVANISSIMO NELLA SUA ISPIRAZIONE E CULTURA, PERCHÉ È DA SEMPRE ALLA RICERCA DI UN INCENDIO SOVVERSIVO PRODOTTO DALLA SCINTILLA DI UNA QUALSIASI TENSIONE SOCIALE O LOCALE

In tutto il mondo sviluppato accade che una comunità locale, più o meno compattamente, si ribelli al progetto di un’opera pubblica nel suo territorio. Gli americani, che vanno pazzi per gli acronimi,  hanno dato a questo fenomeno il nomenimby, che vuol dire “non nel cortile di casa mia”. I francesi, che vanno pazzi per le leggi, ne hanno invece fatta una apposta per regolamentare casi del genere, associando le comunità locali al processo decisionale a condizione che si concluda in tempi certi e modi inderogabili (e infatti i lavori del pezzo transalpino della Torino-Lione, 45 chilometri di tunnel contro i 12 in Val di Susa, sono già partiti senza una protesta che sia una).

martedì 6 marzo 2012

Biogas: interpellato il Politecnico

Sarà un team di ricercatori del dipartimento "Energia" del Politecnico di Torino, diretto dal professor Marco Carlo Masoero, a effettuare uno studio approfondito dell'impianto a biogas e del suo impatto ambientale, che l'azienda Biovis srl intende realizzare nel terreno di Cherasco, lungo la provinciale 661. Una decisione presa insieme dai due Comuni interessati, Cherasco e Bra, che sosterranno la spesa di circa 16 mila euro.

Commenta il sindaco braidese Bruna Sibille: «La scelta congiunta con l'Amministrazione cheraschese di affidare al Politecnico di Torino questo incarico è nata dall'esigenza di poter disporre di idonea documentazione da presentare in sede della prossima Conferenza dei servizi alla Provincia. Ma voglio ribadire che io non sono contraria al biogas in sé, maal sito in cui si è scelto di effettuare questo impianto di produzione».Aggiunge, in proposito, il sindaco di Cherasco Claudio Bogetti: «La decisione di affidarci a questo studio è nata per poter disporre di una documentazione che sia basata su dati scientifici, al di sopra delle parti. Non siamo contrari al biogas come fonte di energia alternativa, ma, come già detto in più occasioni, al luogo dove si intende realizzare questo impianto».E, nella serata di giovedì scorso, di fronte a una platea molto folta, che gremiva la sala piccola del centro polifunzionale Giovanni Arpino di Bra, il presidente dell'Interquartieri, Primo Penone, ha presentato una relazione tecnica dal titolo Biogas e biomasse – Capire cosa succede sul nostro territorio, proprio per spiegare all'opinione pubblica pregi e difetti di questa energia alternativa e delle sua modalità produttive. Al suo intervento ne sono succeduti molti altri di rappresentanti dei quartieri, di amministratori e di imprenditori della zona. Tutti con lo stesso denominatore comune: ok alle energie alternative, ma che non devono essere prodotte in quella zona vicina alle abitazioni, lungo una strada già collassata da un eccessivo traffico.
Un'opposizione che si legge anche chiaramente sui tanti cartelli e striscioni che si trovano ai lati della Bra-Cherasco e che recitano: "No all'impianto biogas Biovis". Interessante la sottolineatura fatta da don Livio Greppi (quartiere Tre frazioni), che ha espresso le sue perplessità sull'eticità di una produzione energetica che prevede di bruciare non solo i liquami, ma anche una rilevante quantità di mais, cioè di cibo.

Replica Lorenzo Cerrino, amministratore della Biovis: «Noi prevediamo una potenza di 635 kW elettrici e il sito ove verrà costruito l'impianto è una ex cava, già sfruttata, che ci consente di non utilizzare terreno agricolo nobile; l'impianto sarà alimentato per il 70% con letame e paglia e per il 30% con prodotti agricoli (il letame non verrà accumulato in mucchi ma arriverà giornalmente). E il calore in eccesso verrà ceduto a serre riscaldate che saranno costruite nelle vicinanze. Tutte queste caratteristiche rendono il progetto come uno dei migliori in provincia».

E proprio fra poche settimane il tutto tornerà nelle mani della Provincia, che nella scorsa Conferenza dei servizi, a fine gennaio, aveva chiesto alla Biovis ulteriori informazioni. Il prossimo incontro in corso Nizza sarà quello decisivo.

Valter Manzone
Gazzetta d'Alba, 21 febbraio 2012

lunedì 5 marzo 2012

MI HA PRESO IL TRENO


Venerdì 2 marzo ho viaggiato abusivamente da None a Candiolo e due controllori si sono rifiutati di farmi la multa. Alle ore 11 ho preso il treno da Pinerolo Olimpica e immaginavo di poter scendere a None. Di solito ci riesco. Ma venerdì la porta non si è aperta. Ho raggiunto di corsa l'altra uscita, ma anche quella porta non si è aperta. Sono sopraggiunti due controllori che mi hanno tranquillizzato. Hanno armeggiato con una chiave, ma non sono riusciti ad aprire la porta. Il treno è ripartito e mi ha depositato alla successiva stazione di Candiolo. Da tanti anni prendo il treno e non mi era ancora capitato che il treno prendesse me.
Mario Dellacqua

IL 14 MARZO A NONE IL COMITATO RINNOVA LE CARICHE

Nato il 29 gennaio 2010 durante un'assemblea svoltasi alla Sala Conferenze di via Brignone, il Comitato "Energia, Ambiente e Territorio" rinnova due anni dopo i suoi organismi dirigenti. Il portavoce in carica, Nunzio Sorrentino, ha inviato una lettera a tutti i cittadini per convocarli mercoledì 14 marzo alle ore 21 all'angolo di via Roma 11.
L'incontro è chiamato a eleggere il portavoce, il segretario e gli altri membri del Coordinamento. Una breve relazione introduttiva presenterà un bilancio del lavoro svolto nei due anni di attività e esaminerà lo stato di avanzamento dei lavori in corso, sia sulla centrale a biomasse, sia sull'impianto a biogas.
L'occasione sarà buona per discutere anche di altre iniziative a tutela dell'ambiente, quali il Patto dei Sindaci e il convegno nazionale di primavera sulle biomasse in preparazione a Bra grazie alla regia dei circoli, delle associazioni e dei comitati riuniti grazie all'opera di coordinamento di Slow Food.

domenica 4 marzo 2012

NONE E' INIDONEA PER BIOMASSE E BIOGAS

Una recente delibera della Regione ce l'aveva anticipato la consueta perizia della nostra Carla Benotti, e ora la conferma si può trovare anche sul numero del 16-29 febbraio de "Il Coltivatore piemontese" l'organo della Coldiretti: None è inserita nell'elenco dei Comuni ad elevato carico zootecnico non idonei ad ospitare impianti alimentati a biomasse con potenza superiore a 250 KW, assieme ai vicini Comuni di Airasca, Candiolo, Castagnole, Volvera, Virle, Piobesi, Vinovo, Carmagnola, Carignano, Orbassano, Osasio, Osasco, Piscina, Scalenghe, Villafranca, Torino e Pinerolo.

SERRAVALLE SESIA - Fissata il 20 marzo l'udienza al Consiglio di Stato sulla Centrale a Biomasse - Le Aziende sconfitte al Tar hanno presentato ricorso - I cittadini pagano - Il Comune sta "valutando le opportunità"

Non demordono.
I cittadini di Serravalle Sesia che hanno vinto il ricorso al Tar - Tribunale Amministrativo Regionale - del Piemonte contro la Centrale a biomasse, ora sono decisi a costituirsi anche davanti al Consiglio di Stato, a Roma.
Come si ricorderà (guarda anche: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=30911) in prima istanza la Giustizia amministrativa aveva dato torto sia al Comune di Serravalle, sia alla Provincia di Vercelli e, naturalmente, anche alle Aziende interessate alla costruzione della Centrale a biomasse, la "Serravalle Energia" e la "Cartiera Italiana srl". Qualche settimana fa le due Imprese hanno deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Piemonte ed hanno proposto quella che tecnicamente si chiama istanza di sospensiva. Cioè si tratta di un provvedimento cautelare che produrrebbe, se accolto, l'effetto di "sospendere" le conseguenze della decisione assunta dal Tribunale regionale. L'udienza di Camera di Consiglio si terrà a Roma il prossimo 20 marzo.

venerdì 2 marzo 2012

tav: appello al dialogo

In Val Susa un dialogo è possibile e necessario

Dopo mesi in cui la politica ha omesso il confronto e il dialogo necessari con la popolazione della valle, la situazione di tensione in Val Susa ha raggiunto il livello di guardia, con una contrapposizione che sta provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nella economia dell’intera valle. Ad esserne coinvolti sono, in diversa misura, tutti coloro che stanno sul territorio: manifestanti e attivisti, forze dell’ordine, popolazione.
I problemi posti dal progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione non si risolvono con lanci di pietre e con comportamenti violenti. Da queste forme di violenza occorre prendere le distanze senza ambiguità. Ma non ci si può fermare qui. Non basta deprecare la violenza se non si fa nulla per evitarla o, addirittura, si eccitano gli animi con comportamenti irresponsabili (come gli insulti rivolti a chi compie gesti dimostrativi non violenti) o riducendo la protesta della valle – di tante donne e tanti uomini, giovani e vecchi del tutto estranei ad ogni forma di violenza – a questione di ordine pubblico da delegare alle forze dell’ordine.

tav sì o... tav no?


Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino–Lione
al Presidente del Consiglio Mario Monti
Gennaio 2012
   
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Prof. Mario Monti
Palazzo Chigi
ROMA

Oggetto: Appello per un ripensamento del progetto di nuova linea ferroviaria Torino – Lione, Progetto Prioritario TEN-T N° 6, sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali.

Onorevole Presidente, 
ci rivolgiamo a Lei e al Governo da Lei presieduto, nella convinzione di trovare un ascolto attento e privo di pregiudizi a quanto intendiamo esporLe sulla base della nostra esperienza e competenza professionale ed accademica. Il problema della nuova linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lione rappresenta per noi, ricercatori, docenti e professionisti, una questione di metodo e di merito sulla quale non è più possibile soprassedere, nell’interesse del Paese. Ciò è tanto più vero nella presente difficile congiuntura economica che il suo Governo è chiamato ad affrontare.

Anche None il 17 marzo con LIBERA

Anche quest'anno il Comune di None parteciperà al "Giorno della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie". Questo avrà luogo a Genova sabato 17 marzo e sarà possibile partecipare alla giornata con l'investimento di soli 10 euro per il pullman a/r con partenza e rientro in giornata.
I temi della giornata organizzata da Libera, sono quelli della corresponsabilità, della democrazia, dei diritti, della Costituzione che nei luoghi di mafia (e quindi anche al nord) è calpestata. Temi che abbiamo anche trattato con i ragazzi delle terze medie di None durante gli incontri "Io sono un cittadino". Temi molto vicini a chi ancora oggi come l'ANPI si batte per attuare la Costituzione.
Chi fosse interessato a partecipare, può verificare in extremis l’eventuale residuale disponibilità di posti in biblioteca dove si raccolgono le adesioni.
Qui il link dello spot: http://www.youtube.com/watch?v=I-VQ_6TmGoY

Inviatoci da Stefano Rizzo

La scuola di italiano per stranieri

Domenico Bastino con i suoi allievi nella scuola di italiano per stranieri all'angolo di via Roma 11. Questo è il terzo anno. Le lezioni sono gratuite e si svolgono alle ore 15,30 di ogni mercoledì.

Mutilazioni genitali femminili: una pratica da fermare

Dal sito dell'Unicef una mappa della distribuzione della frequenza di MGF in Africa sulla base dei dati dell'Oms
Secondo i dati dell’organizzazione mondiale della Sanità sono più di 100 milioni le donne che hanno subito mutilazioni genitali (Mgf) e questa sorte toccherebbe ogni anno a circa due milioni di ragazze.
Le pratiche di mutilazione, escissione, infibulazione, non hanno fondamento religioso e sono diffuse in 40 paesi del mondo, di cui 28 africani, tuttavia la maggioranza delle vittime appartengono a contesti sociali di cultura islamica.
In Italia sarebbero 38.000 le donne e 20.000 le bambine che, in grande maggioranza prima del loro arrivo nel nostro Pese, sono state mutilate.

giovedì 1 marzo 2012

MENO TASSE PER TOTTI


Il filosofo  Felix Adler all'inizio del XX secolo proponeva una fiscalità che avrebbe lasciato all'individuo “tutto ciò che può veramente servire alla realizzazione di una vita umana” e che gli avrebbe tolto “ciò che è destinato allo sfoggio, alla superbia, al potere” (..)
Per finanziare lo sforzo bellico del primo conflitto mondiale, i progressisti propongono di tassare nella misura del 100% i redditi superiori ai 100mila dollari (..) Il tasso di imposizione superiore sui redditi che superano il milione di dollari passa dal 7% nel 1914 al 77% nel 1918 (..) Negli anni '20 democratici e repubblicani si battono per ottenere una riduzione delle tasse sugli alti redditi. Nel 1925 il tasso di imposizione massimo è del 25%.