giovedì 2 agosto 2012

Gestione impianti sportivi di via Faunasco: gara deserta!


None, 31 Luglio 2012
  
Il bando indetto dall’Amministrazione Comunale per il rinnovo della gestione degli impianti sportivi di Via Faunasco alla prova dei fatti è risultato un fallimento.
Il 23 Luglio scadevano i termini per la presentazione delle offerte, ma nessuna proposta credibile è stata depositata in Comune dai potenziali soggetti interessati.
Nemmeno il C.S.I., che nei 6 anni scorsi ha detenuto la gestione degli impianti, ha ritenuto di presentare un’offerta per continuare l’esperienza.
Si dice che saranno riaperti i termini del bando o che forse si intavolerà una trattativa privata con qualche realtà che pare abbia mostrato segni di interesse, in ogni caso prima di settembre nulla di nuovo potrà succedere.
Intanto, la nuova stagione scolastica e sportiva è alle porte, tutte le attività sono di norma pianificate tra maggio e giugno che precede e le società di calcio iniziano a ritrovarsi già nella seconda metà di Agosto. Ma a None il complesso sportivo è senza un gestore e nessuna società sportiva interessata alla realtà nonese sa come, quando e se potrà usufruirne.

Questo non è che l’atto finale di una esperienza negativa, iniziata nel 2006 quando l’Amministrazione decise di scorporare dal bilancio comunale la gestione dell’intero complesso sportivo di Via Faunasco, comprendente la palestra polivalente e i campi da calcio, calcetto e tennis scoperto.
Allora sembrò l’unica cosa possibile, per ragioni contabili e perché le società sportive locali, indebolite da crisi e conflitti interni, non diedero adeguate garanzie di affidabilità per la gestione di tutto il complesso, che viceversa il C.S.I. sembrò fornire.
Se la gestione della palestra polivalente è risultata tutto sommato accettabile, tutto il resto non ha funzionato.
Facevo parte dell’Amministrazione che decise quell’atto. Credo di poter dire, assumendomene tutte le responsabilità, che fu una decisione poco lungimirante e nei fatti perdente.
E’ stata perdente per il C.S.I., dal momento che rinunciando alla gestione degli impianti, ha declinato a quello che era il suo obiettivo principale, ovvero a radicarsi, con la sua attività di base, nella realtà locale.
E’ stata perdente per tutto il movimento sportivo nonese che allora come oggi non è stato in grado di presentarsi per raccogliere quella sfida e lo è in particolare per il calcio locale, che da allora non ha più avuto una società attività in paese.
E’ stata perdente soprattutto per l’Amministrazione di Maria Simeone, incapace allora di cercare e proporre una soluzione alternativa a quella che in definitiva fu la scelta più semplice, finanziariamente ineccepibile, ma sostanzialmente inefficacie verso un problema che meritava altra attenzione, altre capacità e ben altre volontà, che non fossero forzatamente condizionate dagli aspetti bilancistici.
Le conseguenze negative di quella scelta sono purtroppo ricadute su tutte le famiglie nonesi che hanno ragazzi che fanno sport e calcio in particolare: quanti nonesi, tra gli 8 e i 16 anni di età, hanno avuto il privilegio di giocare in una squadra e soprattutto nell’impianto sportivo del loro paese?
E ancor di più, le conseguenze negative di quella scelta sono ricadute su tutti i cittadini nonesi che oggi si ritrovano con un complesso di infrastrutture (da molti operatori ancora considerate un fiore all’occhiello) costate anni di attesa, polemiche snervanti di ogni tipo e soprattutto un bel po’ di investimenti pubblici, prematuramente invecchiate per una gestione e una manutenzione a dir poco discutibile: un campo da calcio principale ridotto in pessime condizioni per l’uso intensivo e la scarsa cura, campi da allenamento e da calcetto sottoutilizzati, un campo da tennis che non ha mai visto giocarci sopra una partita ridotto ad una vera vergogna, spogliatoi con bagni e lavandini inutilizzabili perché intasati ed il più delle volte sporchi.
Ma se quella che alla prova dei fatti si è rivelata per lo meno una scelta infelice, perché l’attuale Amministrazione ha deciso di perseverare proponendo una soluzione uguale a se stessa?
Agli attuali amministratori non sono stati forse sufficienti questi anni di esperienza sul campo per fare un’analisi della realtà, elaborare un giudizio sui risultati e ricorrere per tempo ai ripari studiando e sperimentando soluzioni alternative, quali quella per esempio di dividere la gestione degli impianti da calcio dalla gestione della palestra polivalente, fornendo ad entrambi la possibilità di proporre e usufruire di servizi di mescita ad uso interno?
Perché si è arrivati in piena estate a riproporre un bando identico a quello di 6 anni or sono senza neanche averne verificato a priori la possibilità che avesse successo?
Perché non è stata data fiducia a quelle realtà organizzate presenti sul territorio che hanno mostrato fattivamente la volontà di impegnarsi anche nella memoria e nella continuità di chi tanto si era speso per lo sport locale come il compianto Davide Albera?
Perché, a fronte di un iperattivismo dimostrato in tante altre discutibili iniziative (le centrali su tutte), non è stato mostrato altrettanto interesse nella ricerca di partner privati, che a fronte di un progetto e una convenzione di ben più ampio respiro, potessero impegnarsi in progetti imprenditoriali per nuovi investimenti sugli impianti (rifacimento dei campi da tennis, nuovi campi sintetici, etc..)?
Nessuno osa chiedere agli amministratori comunali di occuparsi in forma diretta dell’organizzazione dell’attività sportiva locale. Ciò spetta all’associazionismo, al volontariato, agli imprenditori o anche solo le persone di buona volontà che possono mettere in gioco risorse, tempo e passione.
Ma è compito dell’Amministrazione, del sindaco e degli assessori competenti in particolare, incanalare le energie positive laddove ci sono, e se non ci sono, promuovere, stimolare, incoraggiare, elaborare idee ed animare dibattito e iniziative creative. E, soprattutto, è responsabilità chiara ed evidente dell’Amministrazione quella di avere cura del proprio patrimonio e delle proprie strutture.
Nessuno osa affermare che le soluzioni al problema siano semplici, univoche e soprattutto infallibili. Ma la sensazione è che rispetto a queste tematiche ci sia, da parte dell’attuale Amministrazione, un interesse ed un impegno non adeguato.
Il Patto di Stabilità e la cronica carenza delle risorse pubbliche, non possono essere le scuse ricorrenti per rimanere passivi verso gli eventi o limitarsi ad un approccio meramente ragionieristico verso i problemi concreti.
E al di là di tutto ciò, va confutato a scanso di qualunque possibile strumentazione, che il complesso degli impianti di sportivi di None siano un fardello al piede, quasi una sciagura lasciata in eredità da chi ha combattuto in passato per costruirli: non c’è mediocrità più grande di quella che tenta di mistificare la realtà di fronte alla propria incapacità.
Perché gli impianti sportivi, questi nostri impianti in Via Faunasco a None, sono un grande patrimonio della comunità cittadina, un’opportunità disponibile e ancora sotto valorizzata per migliorare la qualità della vita di tutti e dei giovani nonesi in particolare.

Giuseppe ASTORE 

1 commento:

  1. La Commissione preposta all’esame delle offerte
    presentate per la gara indetta per il 25 luglio ha esaminato "la documentazione prodotta dall’unica ditta partecipante", e l'ha considerata "carente degli atti attestanti il possesso dei requisiti previsti dall’avviso di selezione".
    Pertanto, la Commissione ha deciso di non ammettere alla selezione l’offerta medesima. Contestualmente,"al fine di procedere all’affidamento della concessione della
    gestione degli impianti sportivi" dal prossimo mese di settembre 2012, sono stati riaperti i termini della gara. Il 3 settembre la Commissione esaminerà la documentazione presentata dai concorrenti. Il bando non contiene alcuna variazione: la società ritenuta inidonea il 25 luglio potrà colmare le lacune rilevate?

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