giovedì 26 luglio 2012

ALBERTO TRIDENTE


Franco Gheddo e Alberto Tridente sulla Marmolada. (1961)

La sua storia di importante sindacalista, soprattutto negli anni in cui i diritti dei lavoratori erano negati e si dovettero costruire dal nulla, dice tanto ma non tutto della sua umanità e della sua dedizione a confrontarsi ed impegnarsi con gli altri e per gli altri; della sua amicizia che metteva a disposizione soprattutto di chiunque avesse bisogno di sostegno; del suo ottimismo che rifletteva tanto la sua origine di povero e di operaio, quanto il suo convincimento che limpegno sindacale e la solidarietà cristiana sono riferimenti decisivi per il possibile riscatto sociale e per la resistenza ad ogni sofferenza.
Per questo Alberto continuerà a vivere nel ricordo e nel cuore dei tanti che gli hanno voluto bene.


Alberta, Aloia, Antoniazzi, Avonto, Baretta, Bellisario, Benaglia, Bentivogli, Berretta, Biondo, Brenna, Brighi, Burzio, Buzzigoli, Cal, Caprioli, Carlevaris, Carniti, Castrezzati, Cavazzuti, Caviglioli, Cazzaniga, CellaCelestino, Chiarle, Colombo, Cuevas, Dealessandri, Dellacqua, Dora Marucco, Farina, Ferigo, Gabaglio, Gheddo, Gilardi, Guerisoli, Italia, Lauria, Liverani, Lizza, Mainardi, Melai, Manghi, Marini, Migone, Negarville, Pavan, Pelos, Perego, T.Revelli, Romagnolli, Rota, Sala, Sansone, Santini, Serafino, Scotti, Spagnolo, Spreafico, Stoppini,Tortora, Tosco, Viviani, Vizio, Zabaldano

1 commento:

  1. Non l’ho mai frequentato e non posso quindi dirlo di averlo conosciuto personalmente.
    Ma c’è un ricordo vivissimo ed un debito nei suoi confronti, a cui devo la scintilla che da ragazzo mi fece avvicinare all’impegno o per lo meno ad un interesse attivo nella politica.
    1989, campagna elettorale per le elezioni europee, un sabato sera e un dibattuto a Torino organizzato dal Gruppo Abele, le Acli e altre associazioni cattoliche impegnate per la Pace (il muro sarebbe caduto qualche meso dopo…..) e per l’ambiente. Era una delle mie prime votazioni, ero curioso di capirne un po’ di più, i temi mi interessavano e non conoscevo nessuno.
    Ricordo Don Ciotti e Mimmo Lucà a fare da moderatori, insieme ad una serie di canditati di quasi tutti i partiti (mancavano i socialisti….) che si erano resi disponibili a discutere dei temi cari all’associazionismo cattolico, tra cui una giovane Livia Turco per il partito comunista.
    Ma fu Alberto Tridente che mi emozionò, e fu per la passione che mise nelle sue parole, che diventava ai miei occhi credibilità umana e fiducia nella nettezza delle posizioni che esprimeva, semplici ma documentate, chiare ma non semplicistiche, comprensibili e coinvolgenti anche per un ragazzo che voleva solo capirne qualcosa di più.
    Io che alla mia prima esperienza da elettore, avevo votato la Democrazia Cristiana, quella volta votai per lui e per Democrazia Proletaria.
    Non mi sono mai pentito di quella scelta.
    Giuseppe Astore

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