lunedì 8 febbraio 2010

COME STIAMO ANDANDO CON I NOSTRI RIFIUTI?


Non è semplice da affrontare il problema dei rifiuti, sia per le difficoltà legate alle problematiche inerenti la vita nel consorzio ACEA, sia per le normative vigenti, sia per il rapporto con i cittadini. Qualche domanda mi sorge spontanea. 
La tabella che ho preparato mostra l’andamento della nostra raccolta differenziata e confronta quella di tutti i Comuni del bacino nel 2009 con i risultati conseguiti nell’anno precedente.
Pur notando il dato “interessante” di dicembre (53,50%) sostanzialmente non sono stati fatti passi avanti per migliorare il dato complessivo. 




 
Media Bacino
% 2008



Media Comune
di None 
% 2008
Media Bacino
% 2009
Media Comune
di None 
% 2009
GENNAIO34,80


48,1045,3048,90
FEBBRAIO37,60


46,4047,6050,10
MARZO40,10


50,8049,1051,10
APRILE42,80


50,5049,5049,80
MAGGIO43,10


49,0048,5047,10
GIUGNO46,30


49,3050,7052,60
LUGLIO45,70


54,1050,2053,00
AGOSTO45,00


50,9047,0049,60
SETTEMBRE48,10


52,2051,4051,00
OTTOBRE49,30


51,8051,2051,80
NOVEMBRE48,70


51,9051,9051,90
DICEMBRE47,30


50,6051,0053,50



TOTALE528,80


605,60593,40610,40



MEDIA ANNUA44,07


50,4749,4550,87


“Sosterremo le buone pratiche per l’obiettivo ‘rifiuti zero’…. Incentiveremo ulteriormente la raccolta differenziata con premi per gli eco-punti più virtuosi…. “
Questo era quanto veniva scritto nel programma elettorale di “Solidarietà e Progresso”. Non compaiono purtroppo gli impegni più concreti e a breve scadenza che la normativa impone per non cadere in pesanti sanzioni o vedersi costretti a passare ad un porta a porta con relativi aumenti della TIA.
Questi obiettivi (raggiungimento del 55% di raccolta differenziata per l’anno 2010 a livello di bacino e, in prospettiva, entro il 2012 quella del 65% fissata dalla normativa vigente) vengono nuovamente ribaditi dall’Assemblea dei Sindaci del Consorzio ACEA Pinerolese nel “Piano Tecnico Finanziario per i servizi 2010 “ e negli “Obiettivi prioritari e linee strategiche di mandato” approvati contestualmente all’atto di nomina del Presidente e del nuovo Consiglio Direttivo.
Un campanello di allarme che ci dice di non mollare la guardia. 
RIMBORSO IVA SULLA TIA
Vista la sentenza della Corte Costituzionale, molti nonesi mi hanno chiesto come comportarsi rispetto alla possibilità di richiedere il rimborso IVA sulla Tariffa Igiene Ambientale.
La presenza di alcune locandine affisse in giro per il paese mi hanno ulteriormente stimolato a saperne di più.
Così si legge in un comunicato della Lega Autonomie (Associazione autonomie locali) del 1  Febbraio 2010.
La sentenza della Corte Costituzionale del luglio scorso, ha sancito la natura tributaria della tariffa di igiene ambientale (TIA) relativa allo smaltimento di rifiuti solidi urbani determinando pertanto la non applicabilità dell’IVA sulle fatture (10%) emesse dai gestori del servizio. Ad oggi però non è intervenuto alcun provvedimento legislativo che autorizzi gli stessi a procedere con fatture senza Iva.
La sentenza obbliga il Governo ad assumere pertanto i provvedimenti attuativi onde evitare quel caos burocratico-amministrativo che ha già provocato danni enormi in tutto il Paese.
I Sindaci, le loro organizzazioni, alcuni parlamentari, la Federazione che associa i gestori, stanno presentando da mesi emendamenti ed interrogazioni affinché il Governo intervenga sia per chiarire come procederà ai rimborsi dell’IVA pagata, sia per esonerare i gestori dall’applicazione della stessa, oltre a fare chiarezza sul complesso quadro normativo.
Il tentativo di scaricare le contraddizioni sui Comuni e sui gestori del Servizio nasconde in realtà la difficoltà del Governo di poter procedere alla restituzione di circa 1 miliardo di Euro e di non aver ben chiaro il riordino di una materia così delicata.
In tale contesto risulta estremamente complesso ipotizzare un percorso “tranquillo” con le aspettative dei cittadini, da un lato, di ottenere i rimborsi di quanto corrisposto e di non vedersi più applicato un importo dichiarato non dovuto, e l’obbligo dei gestori, dall’altro, di applicare l’IVA, essendo rimasto invariato il quadro normativo di riferimento. 
ACEA (il nostro gestore), come gli altri gestori, agisce esclusivamente da sostituto d’imposta per cui riscuote per conto dello Stato l’IVA versata dai cittadini-utenti che poi riversa direttamente allo Stato.
Intanto però  la palla è passata al governo, che a breve potrebbe cambiare rotta, approvando un decreto che per il futuro annulli l'Iva sulla Tia e magari riesca a stabilire una volta per tutte se a sobbarcarsi i rimborsi per gli anni passati debbano essere i gestori del servizio ambientale, che per loro significherebbe avere un'emorragia economica ripianabile solo con l’aumento delle bollette(?), o invece l'Agenzia delle entrate tramite decurtazione dall'Irpef dei contribuenti(?). 
A questo punto, vista la situazione, invece di inviare domande di richiesta di rimborso ad ACEA che oltre ad aggravare il lavoro negli uffici del comune rischiano di non essere efficaci ai fini del rimborso, non si potrebbe iniziare a scalare l’IVA dal piano finanziario per il 2010 sempre soggetto comunque, nella peggiore delle ipotesi, ad un eventuale conguaglio?
Giovanni Garabello

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